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Alimentazione e falsa coscienza: perché mangiamo gli animali?

L’arrivo di un figlio comporta inevitabilmente riflessioni riguardo lo stile di vita e in particolar modo l’alimentazione.
Lo scrittore Jonathan Safran Foer, diventato padre da pochi mesi, si è spinto oltre le preoccupazioni canoniche e, chiedendosi quanto fosse giusto allevare il proprio figlio con prodotti animali, ha deciso di indagare in maniera più approfondita. Da qui, “Se niente importa: perché mangiamo gli animali?”, un libro inquietante che spinge a profonde riflessioni etiche sulla sofferenza degli altri esseri viventi e sulla falsa coscienza degli umani.
Quando mangiamo sfiziose ali di pollo fritte o deliziose bistecche di manzo, è come se la consapevolezza che questi animali sono stati uccisi per soddisfare il nostro palato si facesse da parte. Fenomeno poi irrilevante, se valutiamo l’incomprensibile schizofrenia che ci porta ad essere felicemente spensierati durante una gita in fattoria, davanti a quei simpatici animali da cortile che in un modo o nell’altro finiscono sempre nel nostro piatto.
Parlando di falsa coscienza, Foer ricorda che il 90% della carne animale che mangiamo (compresi i pesci) proviene da allevamenti intensivi in cui torture, modifiche genetiche, spazi di vita minimi fanno parte dell’ordinaria procedura della macchina da carne industrializzata.
A rendere interessante il libro sono non tanto le soluzioni al problema dell’alimentazione, quanto il lavoro di ricerca e studio fatto di dati, opinioni di allevatori intensivi o tradizionali. La morale dell’opera è l’invito, a chi non vuole astenersi dal mangiare carne, a essere consapevoli e rivolgersi a piccoli allevatori che si preoccupano del benessere degli animali, come in fondo succedeva anni fa.

http://www.amazon.it/niente-importa-mangiamo-animali-Biblioteca/dp/8860881137