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Il menu del Natale, fra tradizione e contemporaneità

A natale, prima di osare con qualche ricetta alternativa, facciamo una lezioncina sui piatti della tradizione natalizia. Fondamentale è sapersi destreggiare con i classici, i primi in particolare.

Con il fiorire di format televisivi a tema culinario, riviste e libri specializzati, in cucina è sempre rivoluzione e ogni occasione diventa buona per “farlo strano”, anche a Natale.
Prima di osare con qualche ricetta alternativa, facciamo però una lezioncina sui piatti della tradizione natalizia. Per essere dei veri chef – e soprattutto soddisfare i commensali – è fondamentale sapersi destreggiare con i classici, i primi in particolare.

Nelle regioni d’Italia settentrionali sono i piatti a base di carne a fare da padroni, mentre nel sud ovviamente il pesce rappresenta l’ingrediente centrale. Ma andiamo con ordine, partendo dall’Emilia Romagna, dove troviamo i cappelletti e i tortellini. I primi originari di Modena sono più grandi e dai ripieni saporiti, di carne, salsiccia, prosciutto o formaggio. I tortellini invece sono di Bologna e sono un po’ più piccoli. Entrambi sono serviti in brodo oppure conditi con un sugo di panna.

Sempre a Bologna, ma in generale anche un po’ in tutta Italia, troviamo le lasagne. Un piatto golosissimo, meglio conosciuto come “pasticcio”, che risale addirittura all’epoca romana di Cicerone e Orazio. Un vero cult della cucina italiana! Le versioni più inflazionate sono senza dubbio quelle al ragù, ma in base alla regione, la carne viene sostituita ad altri ingredienti (ad es. il pesto in Liguria e il radicchio in Veneto), così come pure la besciamella (che in Sicilia viene rimpiazzata dalla ricotta).

E proprio nelle regioni meridionali, i primi a base di pesce trovano posto nella tavola natalizia, soprattutto la sera della vigilia, in cui la tradizione suggerisce una cena “magra” e senza carne. Tra i piatti più preparati ci sono gli spaghetti alle vongole, i tagliolini alle acciughe e il risotto ai frutti di mare, oltre che altre numerose varianti con crostacei e pesce bianco.

E se non vi convince né carne né pesce, un’alternativa tradizionale c’è: la zuppa. Sembra già di sentire, dalle cucine abruzzesi, il profumo della minestra di cardi, così aromatica e delicata. Un piatto light ma di carattere, perfetto come ouverture di un pranzo ricco di sapori come quello natalizio. In alternativa si possono provare minestre di scarola, verze, erbe di campo e i classici fagioli.

Tags: lasagne, natale, pasticcio, pesce, piatti, tortellini, tradizione

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