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Il 20 novembre: un abbraccio comune al mondo dei bambini

Il World Children’s Day, la giornata mondiale del bambino, è stata proclamata a date unificate in tutto il mondo per il 20 novembre 2011. Ha lo scopo di sensibilizzare le tematiche rivolte al nostro futuro nel senso più concreto del termine: i nostri figli.

Al di sopra delle differenti origini, religioni, culture, etnie, il 20 novembre vuole essere un serio momento di richiamo spirituale e di riflessione etico-sociale, richiamando ogni adulto al dovere morale di proteggere la vita di ogni bambino esistente, in ogni parte del mondo. L’iniziativa ha una firma italiana, quella di Carletta Viotto, che si batte da diversi anni richiamando l’attenzione sulle tante violenze che l’Infanzia subisce e si propone di sollecitare il mondo adulto – la famiglia, la scuola, la società e le Istituzioni – ad impegnarsi per tutelare le nuove generazioni da ogni sopruso, in maniera che i bambini vivano il loro oggi ed il loro domani in maniera differente da quella in cui vengono trattati, in tutto il mondo, un numero ancora altissimo di fanciulli. Ecco, giusto per ricordare cosa succede ancora oggi nel moderno mondo del 2011, qualche numero proposto nel libro della Viotto, “Infanzia da difendere”.

  • Più di 250.000 bambini vengono arruolati come soldati e vengono drogati per non avere inibizioni nelle fasi di combattimento: 1 su 5 muore a meno di 5 anni; gli altri entro i 14 anni (fonte: Unicef, Rapporto2006).
  • 60 milioni di bambine non frequentano la scuola, sono impiegate in lavori domestici e subiscono punizioni corporali e maltrattamenti (fonte: Unicef, Rapporto2007).
  • Fino al 65% dei bambini in età scolare è stato vittima di violenza fisica o verbale di bullismo nei 30 gg. precedenti l’intervista (fonte: Studio ONU 2006)
  • 223 milioni di bambini e adolescenti sotto i 18 anni sono sottoposti a rapporti sessuali forzati (fonte: StudioONU 2006)
  • A causa di programmi di controllo e selezione delle nascite mancano 60.000.000 di feti femmine (aborti selettivi, infanticidi, incuria) negli ultimi 20 anni; se vi aggiungiamo i casi di morte delle bambine/ragazze e donne, per omicidio e discriminazione (quasi sempre familiare) e fame i casi diventano 200.000.000 (fonte: RapportoUNFP-AIDOS 2000 e ADN Kronos 2006)

La Viotto, nel suo lavoro di informazione continua, vuole inoltre far notare che i bambini non solo subiscono violenze, ma tendono anche, per reazione, a diventare a loro volta causa di episodi negativi. Gli abusi generano una rabbia vendicativa che spesso porta a rifarsi su qualcun altro.