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Mondiali Rugby 2011: Hanno vinto i più forti!

Nella finale dei mondiali di Rugby 2011, i famosi All Blacks hanno battuto la Francia per 8-7.
Il tutto davanti ai loro tifosi, dato che quest’anno la competizione intercontinentale è stata ospitata proprio in Nuova Zelanda.
In questo paese, come in Australia, in Sudafrica e in Galles, in Scozia, Inghilterra, Irlanda e Francia, il rugby è una vera e propria cultura sportiva.
E’ uno sport sì rude e a tratti violento, con forti contrasti e certamente sconsigliato ai fisici meno scolpiti; ma in fatto di disciplina ed eticità ha solo da insegnare ad altri popolarissimi sport come il calcio. Basta citare il “terzo tempo”, ovvero la fase post-partita dove tutti i 30 combattenti delle due squadre (si gioca in 15) si complimentano a prescindere dal risultato, e si trovano per mangiare e bere assieme qualche boccale di birra discutendo del match.
Anche in Italia il rugby sta prendendo piede, ma non è ancora semplice trovare società dove iscriversi; è invece facile trovare genitori spaventati dall’idea che i propri figli si avvicinino a questo sport, considerato pericoloso. Non sono del tutto d’accordo però i medici sportivi, che in generale sottolineano i lati positivi della disciplina: possibilità di socializzazione, confronto con coetanei, rafforzamento psicologico, capacità di aumentare la propria autostima, capacità di affrontare le sconfitte in maniera positiva.
Quanto all’età, si può cominciare a partire dai 7-8 anni.
Controindicazioni? Il rugby necessita di sacrificio e attività fisica continua, non è certo uno sport “della domenica”.
Per praticarlo sono necessari gli esami obbligatori della medicina sportiva ed è sconsigliato per chi ha problemi cardio-circolatori.