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Posto fisso o flessibile? Le due facce del lavoro

Strano ma vero, in Italia si lavora molto di più che in Germania. Secondo uno studio del 2010 (condotto dall’Ufficio statistico del Dipartimento del lavoro americano), infatti, considerando 20 giorni lavorativi al mese, la media giornaliera italiana è di 7 ore di lavoro, quella tedesca 5,9. È un affare ormai noto come in molti stati europei si inizi a lavorare molto presto la mattina per poi staccare già verso le 15/16. Un miraggio per la maggior parte degli italiani che sono spesso obbligati a fare otto e più ore, per almeno 5 giorni la settimana, con una pausa pranzo in mezzo non pagata.
In periodo di crisi economica, i posti fissi, quelli dove si timbra il cartellino, sembrano essere i lavori più stabili e quindi i più ambiti da chi un lavoro ancora non ce l’ha o l’ha appena perso. D’altra parte, però, non sempre chi lavora in questo modo riesce a sopportare a lungo termine le condizioni imposte che, inevitabilmente, comportano stress, poco tempo da dedicare alla famiglia e a se stessi, poca motivazione.
Così la possibilità di gestire i propri orari e quindi la propria agenda diventa un’ambizione sempre più condivisa, e i cosiddetti lavori flessibili sempre più ricercati.

La soluzione sicuramente migliore è l’home-working, ovvero, il lavoro da casa. Ma ad oggi le aziende che propongono questo tipo di lavoro, causa scarsità di tecnologia o ottusità mentale, sono ancora troppo poche per rappresentare una vera e propria opportunità. Peccato, perché, i casi reali hanno dimostrato come chi lavora da casa possa essere produttivo quanto chi lavora in ufficio. L’unica e positiva differenza è che i dipendenti godono di un migliore equilibrio tra vita personale e vita lavorativa, ed essendo più soddisfatti e meno stressati tendono ad essere più efficienti sul lavoro.

Poi ci sono professioni che implicano una certa autonomia nella gestione del lavoro, vedi ad esempio i giornalisti e gli agenti immobiliari. In questi casi, si lavora spesso all’esterno e a contare sono più gli obiettivi raggiunti che le ore passate alla scrivania.
Un’altra tipologia di lavoro flessibile sono quelle professioni senza sede, come ad esempio gli assistenti di volo e i camionisti per i quali non esistono orari fissi. Certo le condizioni in genere sono dure e non sempre pagate il necessario, eppure questi lavori sembrano non conoscere crisi. Sarà che in certi casi la libertà non ha prezzo.

E tu, cosa ne pensi del lavoro flessibile? Raccontaci la tua esperienza.