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Ragazzi e tecnologia, le potenzialità (mancate) a scuola

Un tablet in cartella al posto dei quaderni: solo fantascienza? In Italia sì, per la maggior parte delle volte. In altri stati, invece, come il Belgio ad esempio, l’utilizzo dell’iPad è addirittura obbligatorio se non all’ordine del giorno.
Situazione estremamente diversa da quella italiana in cui il futuro digitale in classe sembra ancora molto lontano, salvo qualche caso sperimentale in cui gli insegnanti promuovono l’utilizzo della tecnologia a favore di metodi didattici più interattivi ed efficaci.
Ma se a scuola il materiale high-tech scarseggia, a casa spesse volte abbonda o comunque è presente in sufficienza.
E’ uno studio Alma Laurea sui comportamenti degli studenti quindicenni italiani rispetto alle tecnologie di informazione e comunicazione a confronto con gli altri stati europei ad evidenziare come da una parte, in famiglia ci sia una buona disponibilità di mezzi, mentre dall’altra in classe e a scuola la situazione sia diametralmente opposta.
Tra le mura domestiche della famiglia italiana tipo, infatti, la dotazione digitale di base – computer, cellulare, videogiochi, internet, riproduttori digitali di musica – è nella media buona, ma la situazione si ribalta in classe in cui le dotazioni tecnologiche previste nella norma sono, rispetto ad altri stati europei, arretrate e insufficienti.
La conseguenza diretta è una competenza tecnologica dei ragazzi fortemente limitata all’ambito ludico, si svago e divertimento, differente dai loro coetanei europei che invece associano la tecnologia anche alla didattica e allo studio (e in futuro al lavoro).
Ecco che mentre in Italia si sta cercando di dotare tutte le classi delle cosiddette LIM, le lavagne interattive, in altri stati i libri vengono un po’ alla volta sostituiti da pc e tablet insegnando agli studenti un modo di pensare e di lavorare completamente diverso.