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Il correttore, come scegliere quello giusto

Succede sempre nei giorni importanti: ci si sveglia il mattino cariche di entusiasmo e ci si ritrova a piangere davanti allo specchio, in preda alla disperazione alla vista di occhiaie da record o, peggio ancora, di qualche orrendo brufolo posizionato strategicamente.

Succede sempre nei giorni importanti: ci si sveglia il mattino cariche di entusiasmo e ci si ritrova a piangere davanti allo specchio, in preda alla disperazione alla vista di occhiaie da record o, peggio ancora, di qualche orrendo brufolo posizionato strategicamente.

Imprevisti con cui ogni donna ha fatto almeno una volta i conti e per i quali è necessario essere sempre pronte a reagire in maniera tempestiva. Il miglior modo per farvi fronte è sicuramente fornirsi di un buon correttore per cancellare segni della stanchezza, arrossamenti e imperfezioni dal viso uniformando il colore dell’incarnato.

Per scegliere il tipo di prodotto adatto alla propria pelle e alle proprie problematiche è molto importante valutarne per bene colorazione e texture. Il correttore dev’essere un po’ come un abito su misura: deve vestire in modo perfetto e adattarsi in maniera armoniosa al viso senza creare antiestetiche stratificazioni.

In base al difetto che andranno a correggere, i correttori si differenziano in tre colorazioni:
- il verde è indicato per tutte le informazioni tendenti al rosso, quindi per brufoli e arrossamenti di varia natura;
- l’arancione e il viola sono ideali per le occhiaie, in particolare il primo colore per imperfezioni tendenti al bluastro, mentre il secondo per occhiaie tendenti al viola;
- il beige è ottimo per pelle molto chiare per coprire piccole impurità, punti neri e macchie scure.

A prima impressione, può risultare difficile comprendere questa serie di varianti. In realtà basti sapere che le colorazioni dei correttori si basano sulla teoria della complementarietà dei colori. Ovvero, ad un’imperfezione di un determinato colore si oppone una tonalità complementare. In questo modo le due tinte, del difetto da correggere e del correttore, messe una sopra l’altra, si annullano ricreando una zona naturale sulla pelle.

Oltre al colore, come dicevamo prima, il correttore ideale dev’essere scelto anche in base alla texture. Forma liquida, in stick, in polvere, in crema o in matita: quale formulazione è più adatta al proprio tipo di pelle?

Anche in questo caso si ragiona per opposti. In genere, per le pelli grasse sono indicate texture secche, quindi prodotti stick, in polvere o in matita. È il caso opposto per le pelli secche, alle quali prodotti liquidi o cremosi garantiscono idratazione e nutrimento. Una volta scelto il correttore perfetto, non ci resta che testarlo sulla pelle, così da non farsi trovare impreparate di fronte alla prima imperfezione.

Per ottenere un effetto naturale è fondamentale applicare il correttore sulla pelle perfettamente pulita e soprattutto prima del fondotinta. Il modo migliore di applicarlo è picchiettare con i polpastrelli in modo da non stendere troppo e quindi rendere invisibile il correttore. Una volta steso il fondotinta, chi non ha la pelle secca può passare un leggero strato di cipria per fissare maggiormente il trucco. Con un correttore su misura e qualche piccolo accorgimento nel make-up, l’imperfezione di turno non farà più paura.

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